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Giornata internazionale per i diritti degli animali. Per quali?

Oggi è la giornata internazionale per i diritti degli animali.

I diritti degli animali hanno un riconoscimento formale nella DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’ANIMALE firmata a Parigi il 15 ottobre 1978.

Sono trascorsi ben 40 anni e cosa è cambiato rispetto al riconoscimento della soggettività animale? Pressoché nulla.

Ci sono animali di serie A, l'essere umano, ed animali di serie B, tutti gli altri.

Moltissimi s'indignano per le sorti di cani e gatti, pochissimi di quelle di maiali, mucche, polli, galline,conigli, oche, pecore etc. creando di fatto una separazione tra gli animali domestici e tutti gli altri come se alcuni animali fossero più senzienti di altri, il che è assurdo anche solo pensarlo.

 

Celebriamo la giornata per i diritti degli animali ricordando che ogni animale è un essere vivente e che non esistono animali di serie A, B, C

 

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’ANIMALE

Unesco, Parigi, 15 ottobre 1978

Premessa:

- Considerato che ogni animale ha dei diritti;

-considerato che il disconoscimento e il disprezzo di questi diritti hanno portato e continuano a portare l’uomo a commettere crimini contro la natura e contro gli animali;

 - considerato che il riconoscimento da parte della specie umana del diritto all’esistenza delle altre specie animali costituisce il fondamento della coesistenza delle specie nel mondo;

- considerato che genocidi sono perpetrati dall’uomo e altri ancora se ne minacciano;

 - considerato che il rispetto degli animali da parte degli uomini è legato al rispetto degli uomini tra loro;

- considerato che l’educazione deve insegnare sin dall’infanzia ad osservare, comprendere, rispettare e amare gli animali.

Si proclama:

Articolo 1 Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all’esistenza.

Articolo 2 a) Ogni animale ha diritto al rispetto; b) l’uomo, in quanto specie animale, non può attribuirsi il diritto di sterminare gli altri animali o di sfruttarli violando questo diritto. Egli ha il dovere di mettere le sue conoscenze al servizio degli animali; c) ogni animale ha diritto alla considerazione, alle cure e alla protezione dell’uomo.

Articolo 3 a) Nessun animale dovrà essere sottoposto a maltrattamenti e ad atti crudeli; b) se la soppressione di un animale è necessaria, deve essere istantanea, senza dolore, nè angoscia.

Articolo 4 a) Ogni animale che appartiene ad una specie selvaggia ha il diritto di vivere libero nel suo ambiente naturale terrestre, aereo o acquatico e ha il diritto di riprodursi; b) ogni privazione di libertà, anche se a fini educativi, è contraria a questo diritto.

Articolo 5 a) Ogni animale appartenente ad una specie che vive abitualmente nell’ambiente dell’uomo ha diritto di vivere e di crescere secondo il ritmo e nelle condizioni di vita e di libertà che sono proprie della sua specie; b) ogni modifica di questo ritmo e di queste condizioni imposta dall’uomo a fini mercantili è contraria a questo diritto.

Articolo 6 a) Ogni animale che l’uomo ha scelto per compagno ha diritto ad una durata della vita conforme alla sua naturale longevita’; b) l’abbandono di un animale è un atto crudele e degradante.

Articolo 7 Ogni animale che lavora ha diritto a ragionevoli limitazioni di durata e intensità di lavoro, ad un’alimentazione adeguata e al riposo.

Articolo 8 a) La sperimentazione animale che implica una sofferenza fisica o psichica è incompatibile con i diritti dell’animale sia che si tratti di una sperimentazione medica, scientifica, commerciale, sia d’ogni altra forma di sperimentazione; b) le tecniche sostitutive devono essere utilizzate e sviluppate.

Articolo 9 Nel caso che l’animale sia allevato per l’alimentazione deve essere nutrito, alloggiato, trasportato e ucciso senza che per lui ne risulti ansietà’ e dolore.

Articolo 10 a) Nessun animale deve essere usato per il divertimento dell’uomo; b) le esibizioni di animali e gli spettacoli che utilizzano degli animali sono incompatibili con la dignità dell’animale.

Articolo 11 Ogni atto che comporti l’uccisione di un animale senza necessità è un biocidio, cioè un delitto contro la vita.

Articolo 12 Ogni atto che comporti l’uccisione di un gran numero di animali selvaggi è un genocidio, cioè un delitto contro la specie; b) l’inquinamento e la distruzione dell’ambiente naturale portano al genocidio.

Articolo 13 a) L’animale morto deve essere trattato con rispetto; b) le scene di violenza di cui gli animali sono vittime devono essere proibite al cinema e alla televisione salvo che non abbiano come fine di mostrare un attentato ai diritti dell’animale.

 Articolo 14 a) Le associazioni di protezione e di salvaguardia degli animali devono essere rappresentate a livello governativo; b) i diritti dell’animale devono essere difesi dalla legge come i diritti dell’uomo.

Ti acquisto quindi sei mio. Come trasformare un essere vivente in un oggetto

Nella serata di domenica ho, purtroppo, visto il servizio della bravissima Sabrina Giannini sui cani di razza, il mercato e la criminalità che vi gira intorno ed i maltrattamenti genetici che subiscono le razze di cani per corrispondere alla moda del momento, alle aspettative del momento.

I cani trattati alla stregua di borsette Louis Vuitton, ossia mi piace, ho i soldi li compro.

Cosa c’è dietro, quale dolore, sfruttamento, violenze non gliene frega niente a nessuno.

La Giannini ha tenuto a sottolineare che gli allevatori seri esistono e chi vuole comprare un cane può e deve pretendere di vedere le madri per capire in che condizioni sono tenute, se sono equilibrate etc.

Il problema, a mio parere, è proprio nel concetto: acquistare un essere vivente.

Il problema, il nodo sta tutto lì.

Io non mi scandalizzo che ci sia gente che compra cani perché ci sono persone che comprano bambini, donne, violenza solo per esercitare il proprio desiderio di dominio.

Ti ho pagato quindi sei mio e di te faccio ciò che voglio, ti ho pagato hai più valore, ti ho pagato faccio vedere agli altri quanto sei bello/a.

Sono sempre successe queste cose ed è sicuramente ingenuo pensare che sia la società di oggi che le determina o come ho letto da qualche parte il capitalismo o il liberismo.

No. Prima di comprare i cani si compravano gli schiavi e si comprano ancora.

E’ il concetto di acquisto legato ad un essere vivente che va rivisto senza fare distinzioni.

C’è ancora chi pensa “ah ma è un cane”. No, non è un cane è un simbolo.

Dimmi cosa e come consumi e ti dirò chi sei

Stamattina sono andata a fare la spesa.

Impiego sempre molto tempo per fare la spesa perché leggo tutte le etichette, la provenienza, cerco di comprare prodotti che siano contenuti in imballaggi riciclabili, di non comprare prodotti che contengano conservanti, coloranti etc.

Sono sempre stata presa in giro dai miei amici per questo mio modus operandi ma io me ne sono sempre molto fregata.

Devo ammettere di essere fortunata perché i miei genitori hanno sempre fatto lo stesso e quindi io ho imparato da loro.

Ho sempre dato un’importanza “politica” al momento della spesa che potrei riassumere in “dimmi cosa e come consumi, ti dirò chi sei”.

Fare la spesa, a partire dalla verdura per finire al bagnoschiuma è un atto che richiede una grande responsabilità e che molti dimenticano a discapito del prezzo e, quindi, anche della tutela dell’ambiente, della propria salute e del mondo che stanno consegnando alle generazioni future.

Oggi ho visto che alcune marche di acqua, tra cui la sicilianissima Geraci, ha messo in vendita l’acqua nelle bottiglie di vetro e l’ho comprata!

Logico, direte voi. Logico no, per due motivi.

Il primo, perché l’acqua non si dovrebbe comprare ma si dovrebbe poter bere dal rubinetto, cosa che al Sud pare essere impossibile.

Il secondo, è che l’acqua in bottiglia di vetro costa più del doppio di quella in bottiglie di plastica.

Ho chiesto ad una signora che lavora al supermercato se, visto il costo, fosse previsto il reso della bottiglia, mi ha detto di no, ma si ricordava come me che quando eravamo piccole noi il reso del vetro era una prassi consolidata, solo che, invece di andare avanti siamo andati indietro e con l’avvento della plastica abbiamo sostituito le buone abitudini con quelle cattive con conseguenze sull’ambiente facilmente visibili agli occhi di tutti.

In questi giorni in Italia si sono verificati danni  a cose e persone dovute al maltempo, ma la verità è che i danni a cose o persone sono riconducibili a noi, che con il nostro menefreghismo quotidiano consumiamo risorse ad un ritmo non più sostenibile in un pianeta popolato da 9 MILIARDI di persone, numero destinato a crescere.

Ho sentito molti parlare di “messa in sicurezza del territorio” che è cosa buona e giusta ma senza una campagna educativa seria sulle conseguenze delle azioni, attività e consumi di ogni cittadino, tra 1/2/3/ 4 anni ci ritroveremo a parlare di altre tragedie.

Esiste ancora gente nel 2018 che mangia ogni giorno con i piatti di plastica e non fa neanche la raccolta differenziata.

Direi che questo disastro lo potremmo imputare anche a loro, voi che dite?

A ciò aggiungasi, il ruolo che hanno gli allevamenti di animali, oltre che naturalmente  sugli animali stessi, sul riscaldamento globale, a causa delle emissioni inquinanti a danno di falde acquifere, atmosfera e suolo e del disboscamento di ampie parti della foresta amazzonica per far posto a piantagioni di soia e cereali da destinare agli animali da allevamento, tanto che come ho scritto nel mio ultimo libro,(Sobbrio-Pettorali, Gli animali da produzione alimentare come esseri senzienti. Considerazioni giuridiche e veterinarie):

Recentemente 300  tra professori universitari, ricercatori, medici, climatologi, biologi e scienziati hanno firmato una lettera aperta in cui chiedono all’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) di prendere in seria considerazione le conseguenze devastanti che derivano dagli allevamenti intensivi (www.openletteranimalfarming.com).

Nel 2016, durante l’assemblea annuale dell’OMS, il Direttore generale, Margaret Chan, ha evidenziato come il cambiamento climatico, l’antibiotico resistenza e le malattie croniche siano un “disastro al rallentatore”.

Nonostante questo sia strettamente correlato all’allevamento industriale non si stanno prendendo dei seri provvedimenti.

Sembra del tutto assente dall’Agenda Europea ed internazionale una seria riflessione sulla necessità di assumersi la responsabilità di porre rimedio a questo disastro e di pensare alle generazioni future.

Come teorizzato dal filosofo tedesco Hans Jonas il momento presente è l’unico momento in cui si può agire per limitare i danni delle azioni attuali rispetto al futuro. Il suo principio di responsabilità si fonda su alcuni imperativi morali tra cui:

Agisci in modo che le conseguenze delle tue azioni siano compatibili con la permanenza di un’autentica vita umana sulla terra” (Jonas H., Il principio di responsabilità. Un’etica per la civiltà tecnologica, 2002, p. 16)".

Se ogni persona facesse la sua parte, soprattutto chi ha gli strumenti di conoscenza a disposizione per poter scegliere, non dico che potremmo risolvere il problema ma sicuramente mettere il freno a mano al disastro di cui ha parlato Margaret Chan.

Mi viene da dire “sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” con le tue azioni quotidiane e non aspettare che gli altri facciano ciò che puoi ogni giorno fare tu.

 

Gli animali da produzione alimentare come esseri senzienti. Considerazioni giuridiche e veterinarie

Circa due anni fa, la casa editrice Key mi ha proposto di scrivere un libro sulle normative riguardanti gli animali, io ho coinvolto in questo arduo progetto Michela Pettorali, veterinaria, perché la mia idea era scrivere un libro che a fronte dell’analisi delle normative spiegasse anche perché dal punto di vista medico-veterinario le stesse siano completamente inadeguate a tutelare gli animali non umani.

📔Il risultato è un libro di 222 pagine in cui abbiamo preso in considerazione solo gli animali da produzione alimentare tralasciando, al momento, quelli destinati alla sperimentazione di cui scriveremo prossimamente.📔

👉Le normative sul benessere animale sono, fortemente condizionate da una prospettiva antropocentrica e vedono coinvolti una molteplicità di attori: le Istituzioni, i produttori, i cittadini, i consumatori e i consum-attori del cambiamento che attuano attraverso le scelte alimentari.

Questi si dividono in:

👉coloro che non mangiano alimenti che derivano da animali e/o i loro derivati.

👉Quelli che mangiano carne e derivati animali che però sono sensibili al processo produttivo (e che quindi sono anche disposti a spendere di più purché vengano rispettati determinati standard di qualità che si riflettono in un maggiore benessere per gli animali)

👉Quelli che non hanno nessun interesse ad assicurare il benessere agli animali e non sanno neanche cosa sia.

📔Per vedere rispettato il diritto alla non sofferenza degli animali, che a una prima occhiata sembrerebbe essere il presupposto fondante di queste normative, anche se, come vedremo il presupposto è altro, bisogna ingaggiare una lotta serrata.

La lotta è impari, diciamolo subito, e vede, da un lato:

👉animali che da soli non possono difendersi, accanto ai quali ci sono degli esseri umani che stanno cercando di fare la rivoluzione al posto loro

dall’altro

👉la società che ne rivendica il dominio con argomentazioni variabili a seconda del contesto e della latitudine.

👉Al centro di tutto c’è l’animale che rimane, per il diritto, una cosa, una res, un oggetto di proprietà, un mezzo per il raggiungimento di un fine.

👉Il fine umano è, nel caso degli animali da allevamento, destinati a diventare o a produrre cibo, quello di garantire un prodotto sano ed evitare il diffondersi di zoonosi.

👉Per raggiungere questo obiettivo, all’ animale viene concesso un po’ più di spazio, e qualche altra cosa, definito arricchimento, che consenta allo stesso di non arrivare ad una situazione di malessere e di forte stress poiché, ciò è considerato un fattore di rischio per la salubrità del prodotto di derivazione animale e anche per la diffusione di zoonosi.

Le normative consentono veri e propri maltrattamenti, che sono considerati necessari, come è il caso delle gabbie di gestazione delle scrofe da latte, del trasporto degli animali al macello, il macello stesso, la castrazione dei suinetti senza anestesia, il debeccamento delle galline, la triturazione dei pulcini vivi, l’allontanamento del vitello appena nato dalla madre e così via. 🐖

Questo approccio non tiene conto di evidenze scientifiche e come ci ricorda Mark Bekoff:

"Quando poniamo davvero attenzione alla teoria evolutiva e all’idea di Charles Darwin riguardo alla continuità evolutiva, vediamo che noi esseri umani non siamo gli unici esseri intelligenti, senzienti ed emotivi. 

Derubare gli animali delle loro capacità cognitive ed emotive significa fare della ‘cattiva biologia’. 

Allo stesso tempo, riconoscere loro tali caratteristiche non significa affatto attribuire loro ‘qualcosa di umano’ che essi stessi già non posseggano. In questo senso la Cambridge Declaration on Consciousness sottoscritta da scienziati di fama mondiale, nota che i dati scientifici disponibili mostrano chiaramente che tutti i mammiferi, e anche alcuni altri animali, sono esseri completamente coscienti. 

È chiaramente giunto il tempo per l' Universal Declaration for Animal Sentience che aiuti le persone ad assumersi personalmente le proprie responsabilità riguardo alle scelte che si fanno quando si interagisce con gli altri animali. 

È tempo di mettere da parte le idee obsolete e non dimostrate riguardo alla senzienza animale e accettare che gli animali sono esseri senzienti" Il libro si può acquistare su Amazon al seguente link:Gli animali da produzione alimentare come esseri senzienti. Considerazioni guridiche e veterinarie. Key editore 2018

 

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