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About me

Ho pensato di scrivere la presentazione di me stessa, che fin’ora non avevo mai pensato di scrivere, perché ho notato che tantissime persone mi seguono ma in sintesi non sanno cosa faccio, di cosa mi occupo e che competenze ho per parlare e scrivere di animali non umani.

Nel mondo dell'improvvisazione e della tuttologia credo sia necessario e doveroso mettere un confine tra chi ha delle competenze e chi se ne inventa di varie ogni giorno.

Devo dire che mettere ordine tra le cose che ho fatto nella vita non è molto semplice, perché di cose ne ho fatto veramente tantissime, per cui mi limiterò alla sfera professionale in cui ho investito più energie: la ricerca scientifica.

Per i non addetti ai lavori ricerca scientifica rimanda ad un camice, delle provette, dei microscopi, insomma ad un ambito medico/biologico.

Ma la ricerca scientifica non è solo questo ma riguarda chiunque faccia ricerche, in modo scientifico, cioè scevro da condizionamenti che possono essere economici, morali, culturali etc...

Nel mio caso, dopo aver insegnato alcuni anni all’Università e fatto ricerca all’interno della stessa, al momento la continuo a fare ma in modo indipendente cioè al di fuori dell’Università.

Da poco sono stata nominata Fellow dell’Oxford Centre for Animal Ethics che è un Centro molto importante a livello internazionale che si occupa di mettere insieme i ricercatori,  di tutto il mondo, con  un'esperienza di ricerca e pubblicazione che fanno parte di Università o che, come me, fanno ricerca in modo indipendente e che abbiano  un solido curriculum di pubblicazioni sugli animali non umani.

Sono  laureata in Giurisprudenza ed abilitata all’esercizio della professione forense, ho conseguito un dottorato di ricerca in “Normative dei paesi della CEE relative al benessere e alla protezione animale” con una tesi sugli aspetti etici e giuridici degli xenotrapianti (i trapianti di organo animale-uomo) e ho partecipato, successivamente, al progetto europeo Xenome commissionato dalla Commissione Europea nell’ambito del Sesto Programma Quadro di ricerca.

Sono socia fondatrice dell’Istituto italiano di Bioetica (Sez. Sicilia) e di Minding Animals Italy e Membro del comitato editoriale della rivista: Relations. Beyond anthropocentrism.

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Eventi che ci cambiano e scelte di vita etiche

🗨
 
Mi sono ritrovata a riflettere sul mio percorso di vita e professionale e ripensando cosa mi ha portato fin qui ho capito che ci sono stati due eventi che hanno segnato il mio cammino.

🙏Il primo, il luogo dove sono cresciuta, una casa circondata da alberi, spazi enormi che mi ha trasmesso il senso di libertà che avverti quando sei a contatto con la natura.🌳

🙏Il secondo è stato l'aver capito in una frazione di secondo così come se mi si fosse accesa una lampadina, che anche altri animali che non siano cani e gatti soffrono.🐷

Come l'ho capito? Credo sia stata una cosa che covava dentro di me da quando sono nata, non ho mai mangiato molto volentieri la carne e da piccolissima quando mio nonno andava a caccia, guardavo quei poveri uccelli e soffrivo per loro. 🐦

💔Dopo anni di sofferenza nel vedere uccelli morti mio nonno ha smesso di andare a caccia per non vedermi più soffrire. E' amore anche questo. 

💔Mi ricordo che quando mia madre, io avevo 12 anni, decise di comprare la pelliccia di visone, una pelliccia più
lunga di lei, io non sapevo come fermarla, ho fatto di tutto per dissuaderla, ma non c'è stato nulla da fare. Ora la pelliccia giace lì nell'armadio e lei non la usa più. 😪🤐

😇Per cui devo essere nata già sensibile, questo è certo, ma essendo circondata da condizionamenti culturali di ogni tipo, anche io pensavo che mangiare carne fosse normale, naturale e necessario, come dice Melanie Joy nel libro che Alma Massaro ed io abbiamo tradotto " Perchè amiamo i cani, mangiamo i maiali ed indossiamo le mucche". 

Poi un giorno, uno dei tanti giorni in cui portavo a fare la terapia Camilla il mio secondo cane, alla clinica veterinaria di Messina che ai tempi si trovava accanto al macello comunale, ho sentito urlare i maiali che stavano andando a morire. Se ci penso oggi, a distanza di 20 anni mi sento male. 😪🤐😭😭😭

In quel momento lì ho deciso che sarei diventata vegetariana. Ho avuto una gravidanza da vegetariana, ho allattato mia figlia Giulia per ben 20 mesi da vegetariana, ed oggi anche lei lo è🙋‍♀

Circa 7 anni fa, più o meno, ho deciso che sarei dovuta passare allo stile di vita vegano. Penso che si possa passare da essere onnivori a vegetariani e che questa è una fase di transizione assolutamente normale, ma essere per sempre vegetariani è un un'ipocrisia che personalmente non riuscivo più a tollerare rispetto a me stessa. Mi sentivo incoerente. 🙏🙏🙏

Questi sono gli eventi che mi hanno condotto fino a qui e hanno determinato anche il mio percorso professionale, poichè :"Chi salva una vita salva il mondo intero" (Cit)
 
 

 

Qualcosa su di me e perchè questo blog

Paola Sobbrio BiografiaCirca 25 anni fa sono diventata vegetariana e cinque anni fa ho fatto il salto  quantico e sono “finalmente” riuscita a diventare veganaLa mia esperienza personale mi ha convinto che sebbene la nostra vocina interiore, quando siamo così saggi da volerla sentire,  ci porti verso scelte orientate al rispetto degli altri, e quando dico altri intendo tutti gli esseri viventi, il mondo materiale che ci circonda, fatto di usi, consuetudini, pregiudizi, credenze, attaccamento, convinzione di essere nel giusto, sentirsi superiori agli altri, etc, non ci fa percorrere la strada che la vocina interiore ci indica. 

 Sono diventata vegetariana il giorno in cui le mie orecchie sono state pronte a sentire le urla dei maiali provenienti da un mattatoio. Queste urla fino a quel giorno non le sentivo sebbene le ascoltassi tutti i giorni. Portavo, infatti, uno dei miei cani a fare tutti i giorni una terapia in una clinica veterinaria che si trovava accanto al macello. Ho portato il cane li per giorni e giorni e tutti i giorni c’erano i maiali che urlavano sentendo l’odore della morte.

Chiunque conosca i maiali sa che sono animali molto intelligenti e che hanno una percezione esatta di ciò che gli sta accadendo intorno. Ebbene, io non ho sentito in tutti quei giorni quelle urla, le sentivo sì ma come un fastidio non come una richiesta di aiuto, non come un grido di dolore. Eppure io mi ritenevo animalista, ero iscritta alla Lav  da quando avevo 15 anni, non ho mai fatto del male ad una mosca, sono sempre stata contraria alla sperimentazione animale, ho sempre adorato gli animali e quando  i bambini piccoli tagliavano le code alle lucertole provavo orrore, insomma partivo avvantaggiata in quanto a sensibilità. Eppure quelle grida non le sentivo come grida di dolore ma solo come fastidio.

Il giorno in cui le ho sentite prima col cuore e poi con  le orecchie in quel giorno ho smesso di mangiare carne. Questa esperienza forte ha determinato tutta la mia vita. Ho smesso di mangiare carne a 19 anni, ma ho messo qualche anno in più per smettere di mangiare pesce, in fondo, mi dicevo, io non mangio carne perché trovo che i mattatoi siano non-luoghi dove gli animali smettono di soffrire perché la gran parte della loro peggiore sofferenza è nell’allevamento intensivo. Per cui giustificavo il  mangiare pesce con la cantilena che il pesce finché non viene pescato è libero. Una giustificazione che mi davo per poter continuare a mangiare pesce che per una siciliana è quasi obbligatorio.

Poi ho iniziato a non mangiare più i pesci grandi giustificando il fatto che i pesci piccoli nella catena alimentare vengono mangiati dai pesci grandi e che i pesci grandi tutt’al più possono venire mangiati dai pesci ancora più grandi e che quindi hanno meno competitori, insomma mi raccontavo delle balle colossali per giustificare le mie scelte alimentari e per non rinunciare a mangiare il pesce che mi piaceva tantissimo soprattutto il tonno, il pescespada, per non parlare dell’aragosta che da quando avevo cinque anni era il mio cibo preferito. Il primo animale marino che non ho mangiato è stato il polpo dopo aver fatto un immersione e aver visto la precisione ingegneristica con cui chiude la sua tana. In quel momento ho pensato che mangiare un essere così intelligente sarebbe stato da cretini.

Paola Sobbrio Biografia2Insomma il mio percorso per disintossicarmi dalle abitudini è stato lungo e tortuoso, la mia vocina interiore mi diceva che le giustificazioni che mi davo erano veramente stupide, ma il mio Ego ed il mio Io razionale trovavano in queste giustificazioni un certo non so che di liberatorio.

Pure quando continuavo a mangiare pesce e a non mangiare carne mi sentivo superiore come qualcuno che aveva  fatto una scelta controcorrente che la società doveva applaudire.

Invece, potete ben capire che 25 anni fa entrare in un ristorante e dire io sono vegetariana, si perché pur se continuavo a mangiare pesce io mi definivo vegetariana, era un delirio.

 

Nel migliore dei casi mi chiedevano cosa volesse dire, nel peggiore dei casi mi dicevano qui non c’è nulla che lei possa mangiare.

In 25 anni ho fatto dei passi da gigante, ma anche la società li ha fatti. Oggi dire ad un ristoratore sono vegetariana è una cosa totalmente normale mentre ancora non lo è dire sono vegana.  C’è ancora chi mi dice qui non c’è niente che lei possa mangiare oppure mi propone le verdure grigliate che ho imparato a odiare perché ogni volta che devo mangiare fuori è l’unica cosa che mi propongono come secondo piatto nei ristoranti.

Tuttavia, oggi come oggi, è molto più facile, direi quasi all’ordine del giorno, trovare menù dove ci sono piatti vegetariani e stanno crescendo tantissimo i ristoranti vegani pur costituendo ancora una nicchia nella società.

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