"Nella maggioranza dei film di fantascienza, i cibi del futuro sono intrugli di proteine o pillole colorate che garantiscono gli elementi nutritivi essenziali, oppure cibi tradizionali ma di origine sintetica, come i noodle dei chioschi che affollano le strade della decadente Los Angeles di Blade Runner. Lì, su una Terra esausta, spremuta dall’ingordigia umana, gli animali sono un privilegio per pochi eletti. Le persone comuni devono accontentarsi di repliche artificiali, sia per compagnia sia –  e soprattutto – a tavola.

Nella nostra realtà la carne rappresenta l’ossessione alimentare di gran lunga più agognata, che affonda le sue radici nella realtà di una filiera costosa, eticamente controversa e ambientalmente onerosa, motivo per cui, da almeno mezzo secolo, i ricercatori stanno esplorando la possibilità di creare bistecche e petti di pollo in provetta. Stando a quanto dichiarato da un numero crescente di aziende biotech, il traguardo sembra ormai prossimo: entro il 2020, o al più tardi nel 2021, i primi hamburger coltivati in laboratorio potrebbero sbarcare nella grande distribuzione."

Inizia così l'articolo che David Michielin ha scritto per il tascabile di Treccani a cui ho, in parte contribuito anch'io facendo delle riflessioni sul perchè la carne di laboratorio o le alternative vegetali come quelle di Beyond meat s'imporranno sul mercato.

Un articolo completo e molto interessante che, finalmente, tratta il tema della carne sintetica a 360°.

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