La prima mossa l'ha fatta quest'anno la  ministra tedesca dell’Ambiente, la socialdemocratica Barbara Hendricks che, a partire da Febbraio di quest'anno, ha proibito che durante i pranzi e i rinfreschi serviti alle riunioni ufficiali del suo dipartimento vengano serviti carne, pesce e derivati.  La Ministra ha stabilito, infatti, che vengano serviti solo prodotti a chilometro zero e frutta e ortaggi bio.

Come spiega Peter Singer in questo video, sarebbe bene chiedere ai politici, prima di votarli, cosa mangiano, questo perchè dalla loro risposta si capirebbe la consapevolezza che essi hanno delle ricadute in termini ambientali, etici e salutistici di una dieta onnivora : "Se i politici affermano che stanno cercando di ridurre l’impatto del cambiamento climatico, per esempio, ma loro stessi mangiano carne, o il partito serve carne nei loro uffici forse non sono così sinceri nelle loro intenzioni perché dobbiamo agire a livello individuale tanto quanto a livello politico”.

L'esempio della ministra tedesca è stato seguito nel mese di marzo dal Parlamento Portoghese che in seguito alla raccolta di 15.000 firme ha introdotto un menù senza prodotti animali e loro derivati nelle mense pubbliche, nelle Università, nelle carceri e negli ospedali (per approfondire qui).

Da maggio un gruppo di parlamentari danesi  ha deciso di abbandonare i prodotti animali per 22 giorni. Una scelta legata alla consapevolezza delle ricadute ambientali degli allevamenti sull'ecosistema.

Il Governo Cinese si è posto come obiettivo la riduzione del 50% del consumo di carne entro il 2030 per motivi legati alla salute pubblica.

In Argentina il Governo ha introdotto il vegan monday alla Casa Rosada, 550 dipendenti mangeranno un menù a base di sola frutta e verdura ogni lunedì.

In Italia il sindaco di Torino Chiara Appendino, che, evidentemente conosce Peter Singer e l'importanza dell'esempio, ha istituito nelle mense scolastiche un vegan menù su base mensile. L'aveva scritto nel programma e lo ha fatto.

Il Sindaco, attaccata su tutti i fronti, in pieno stile italico, ha saggiamente risposto, così " "Una dieta ricca di frutta e verdura è una scelta alimentare statisticamente più sostenibile, etica e salutare di un regime alimentare non controllato, come dimostrano molti studi compiuti da organismi internazionali, compresi Fao e Onu. Quello che io vorrei è semplicemente che i nostri stili di vita e le nostre scelte alimentari siano più consapevoli e informate. Non ci saranno "buoni" per i vegani, menù nelle mense né altre fantasiose iniziative su questa falsariga. Quello che ci sarà, esattamente come è stato in questi giorni, sarà una particolare attenzione dell'amministrazione sul tema dell'alimentazione in modo tale da tenere un faro acceso su questa importante e delicata questione. Un'alimentazione più consapevole e sostenibile è una delle principali chiavi di volta per ottenerebenefici concreti sul pianeta, sulla nostra salute e, per alcuni, sulla nostra coscienza" (vedi articolo).

L'esempio smuove il mondo, il resto rimane retorica!