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Animali geneticamente modificati, animali editati ed il futuro della ricerca sugli animali

Fino a qualche anno fa, precisamente il 2015, tutta l’attenzione era concentrata sugli OGM, organismi geneticamente modificati che alla fine degli anni ‘90 sono comparsi nel nostro vocabolario e tra le nostre paure. Sugli OGM non c’è mai stato un coinvolgimento pubblico efficace e questo ha portato ad un atteggiamento di paura e diffidenza facendo sì che venissero percepiti come rischiosi. Per OGM ai sensi della direttiva 2001/18 CE s’intende “un organismo, diverso da un essere umano, il cui materiale genetico è stato modificato in modo diverso da quanto avviene in natura con l'accoppiamento e/o la ricombinazione genetica naturale”. Insieme agli OGM un altro termine ha destato sempre molte preoccupazioni: “clonazione”. Anche su questa non c’è stato un coinvolgimento del pubblico che però nel momento in cui si è sentito dire che tanto non riguardava l’essere umano si è rasserenato e l’ha dimenticata come se non esistesse.

Nei laboratori di tutto il mondo, però, il Trasferimento nucleare somatico (SNT), comunemente detto clonazione, continua ad essere usato per clonare gli animali su cui vengono fatte le modifiche genetiche che ci hanno detto, fino al 2015, che fossero indispensabili per il progredire della ricerca. E’ così che sono stati creati topi modificati per esprimere le malattie più disparate, scimmie e maiali “umanizzati”, ossia geneticamente modificati con l’utilizzo di tecniche knock-out o knock-in. In ambienti accademici, scientifici si sapeva che queste tecniche avevano grossi limiti perché la modifica genetica spesso non veniva espressa come avrebbe dovuto e non sempre gli animali clonati la esprimevano. Questo ha comportato un numero non quantificabile, visto che quasi nessun paese è tenuto a dichiarare il numero di questi animali a fini statistici,  di waste animals ( letteralmente animali spazzatura- animali non utili all’esperimento) ed un numero altissimo di animali, soprattutto topi, ingegnerizzati.

Oggi, chi sta usando in laboratorio la tecnica del genome editing, detta in gergo CRISPR/CAS9 ( si legge crisper/cas9), una tecnica di estrema precisione, dice che quella precedente era inefficiente, costosa, lunga e non ha portato ai risultati sperati. Peccato che ce l’avevano “venduta” come miracolosa e risolutiva dei mali del mondo, dalla fame nel mondo, all’eradicazione delle malattie.

Nel 2018 sembrerebbe sia la tecnica CRISPR/CAS9 quella che rivoluzionerà la vita dell’uomo e farà i miracoli promessi e non mantenuti delle “vecchie” tecnologie di modifica genetica.

Ovviamente questo avrà delle ricadute sugli animali e da quando, nel 2015, si è diffusa le pubblicazioni scientifiche sull’utilizzo degli animali per testare questa tecnica sono aumentate a dismisura.

Quello che questa tecnica permette è eliminare tutti i geni difettosi, tutte le espressioni geniche indesiderate e indurre ogni tipo di potenziamento voluto. Su animali e uomini. E’ recente, infatti, la pubblicazione dell’applicazione di CRISPR/CAS9 su embrioni umani impiantabili.

Il dibattito all’interno della società non si avverte, perché la società non è informata. Quanti di voi, prima di leggere questo articolo conoscevano questa tecnica e le sue applicazioni ed implicazioni? Ad occhio e croce direi pochi.

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I maiali donatori di organi. Lo xenotrapianto sta per diventare realtà?

Nel 2004, ossia ben 14 anni or sono, ho discusso la mia tesi di Dottorato sugli xenotrapianti, quando ancora di biotecnologie applicate agli animali se ne parlava pochissimo e molti pensavano che si trattasse di un nuovo film fantasy. Ho continuato ad occuparmi di xenotrapianti fino ad un paio d’anni fa, soprattutto in un’ottica STS (Science and Technology in society) dove la S di scienza comprende anche il rapporto tra diritto e società. Le biotecnologie, infatti, per un giurista sono il terreno dove STS ed Animal Law studies (ALS) crescono insieme.

Ma nell’ultimo anno ne ho seguito meno gli sviluppi perché sono stata alle prese con la stesura del libro che dovrebbe essere pubblicato nelle prossime settimane sugli animali destinati a diventare cibo.

Tuttavia il primo amore non si scorda mai ed, infatti, gli animali “ingegnerizzati” sono stati e rimangono il mio pallino anche perché se ne parla molto poco, nonostante a mio parere siano gli ultimi tra gli ultimi nel mondo animale, anche perché è difficile per un giurista che non sia anche un po’ appassionato di scienza districarsi tra termini tecnici e l’avanzare di sempre nuove tecnologie applicate agli animali. Per colmare questa lacuna terrò aggiornata la sezione del blog Animali e biotecnologia per informarvi sul mondo degli animali Biotech.

Andiamo per ordine e rispondiamo alla prima elementare domanda:

Cos’è lo Xenotrapianto?

E’ un trapianto di organi e tessuti tra specie diverse ed ha una storia secolare mentre il trapianto di organi da maiale transgenico ad uomo ha una storia abbastanza recente che copre circa due decenni.

Il primo trapianto tra specie diverse fu fatto da un medico nel 1682, il quale sostituì ad un nobile russo un lembo di cranio lesionato con quello prelevato dal cranio di un cane. L’esperimento riuscì, ma non se ne conosce l’esito finale, poiché, avendo la Chiesa minacciato il nobile di scomunica, lo stesso si fece asportare il lembo trapiantato. Notevoli successi sono stati, invece, conseguiti dai medici militari, sin dalla fine dell’800, i quali hanno utilizzato la pelle di rana per sostituire quella di soldati ustionati.

Abbiamo notizie del primo vero xenotrapianto effettuato da Mathieu Jaboulay nel 1906 che collegò un rene di maiale al braccio di un uomo e visto l’insuccesso di questa prima operazione decise di ritentare con un rene di capra ma l’insuccesso di questa seconda operazione fu identico al primo.

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Siamo pronti ad aprire le gabbie? Breve report della Summer School Animal Ethics and Law Oxford 2018

Immaginate un posto dove sono riuniti tra i massimi esperti di Animal Law Studies nel mondo. Tradurre in italiano Animal Law Studies (ALS) non è proprio facilissimo. Molti penserebbero ad avvocati che si occupano di animali ma gli ALS non si riferiscono solo al mondo dei tribunali ma anche, e direi soprattutto, al mondo della ricerca e sebbene la parola law rimandi al diritto, nel mondo degli ALS ci sono anche sociologi, veterinari, educatori, associazioni animaliste, antropologi, etologi, etc. Perché il diritto, soprattutto quello legato agli animali, nasce e si modifica a partire dalla società e della società fanno parte tutte queste figure che a vario titolo e con competenze diverse contribuiscono, hanno contribuito e stanno contribuendo a creare un dibattito eticamente e giuridicamente importante per gli animali. Perché Law matters- il diritto conta- e molto (Cit. Kimberly Moore). Il posto dove tutto ciò è stato possibile si trova ad Oxford ed è precisamente L’Oxford centre for Animal Ethics

Quest’anno il titolo della Summer School era : Animal Ethics and Law: creating a positive change for Animals.

Non esagero se dico che è stata una delle esperienze più importanti della mia vita, sia come ricercatrice che come attivista per i diritti animali. In primis perché mi sono confrontata con persone provenienti da ogni parte del mondo, ed alla fine ho purtroppo constatato che in ogni parte del mondo gli animali sono considerati oggetti, poi perché è stata una Summer School che ha affrontato ogni aspetto relativo alla tutela degli animali e mi ha dato molti ed interessanti stimoli per i miei temi di ricerca, infine, ma non per ultimo, mi ha rincuorato vedere ed ascoltare persone così motivate e preparate combattere per i nostri fratelli animali non in un’ottica welfarista, ma volta alla liberazione degli animali dalle gabbie.

Ma veniamo ad un'estrema sintesi di ciò che è emerso.

La prima notizia importante ce l’hanno data Marita Giménez Candela, docente di diritto all’Università di Barcellona e responsabile del Master in Animal Law and Society, e Nuria Menédez de Llano, poiché nel codice civile spagnolo gli animali non sono più considerati cose ma esseri senzienti. Un passo avanti importantissimo per i paesi di civil law come l’Italia che speriamo prenda spunto. Nei paesi di common law, invece, la tutela degli animali è estremamente carente e strano a dirsi, l’Europa è molto più avanti nella legislazione a tutela degli animali rispetto a paesi che considereremmo più avanzati come Nuova Zelanda, Canada e Stati Uniti.

Negli Stati Uniti Steve Wise, avvocato, presidente dell’Associazione Non Human Rights Project ha sfidato le Corti americane per far riconoscere lo status di persona ad alcuni primati detenuti in condizioni “deprimenti” e “deprivanti”. La sua lotta, ed è questo che la rende tanto importante, non ha avuto come obiettivo il miglioramento del welfare o del well-being dei primati ma la loro liberazione totale. Da questa battaglia è nato il documentario Unlocking the cage vincitore di diversi premi. La lotta di Wise si è estesa agli elefanti e costituisce certamente una pietra miliare nella lotta per il riconoscimento di diritti fondamentali agli animali.

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Il valore simbolico della carne e perchè verrà sostituita da quella sintetica

La carne, che è stata sempre considerata la benzina per la macchina corpo umano, così come sta accadendo da diversi anni nei confronti del petrolio, viene sempre più spesso messa in discussione perché vista, piuttosto, come un veleno per la salute e per l’ambiente e per, non ultimi, gli animali stessi. Per questi motivi si stanno cercando delle vie alternative per sostituire la carne con altri prodotti che le somiglino. Così come, con l’aiuto della tecnologia, sono state costruite delle alternative al petrolio attraverso l’utilizzo di energie rinnovabili come il sole, il vento e l’acqua del mare, allo stesso modo si stanno cercando delle alternative alla carne ed ai derivati degli animali più in generale. Se per l’uomo è impensabile non utilizzare più la macchina, l’elettricità per illuminare la propria casa e per accendere il computer, allo stesso modo  lo è pensare di rinunciare alla carne. Questa è la teoria alla base del libro di  Francesco Buscemi, From Body Fuel to Universal Poison: Cultural History of Meat, 1900-The present,  edito da Springer, ed uscito qualche mese fa, che ci spiega quali sono le ragioni per le quali è tanto impensabile e perché si stanno cercando soluzioni alternative.

La carne è un modo per creare una competizione tra natura e cultura, dai tempi di Platone ed Aristotele, per delimitare le classi sociali, i generi sessuali, i ruoli sociali ( l’uomo arrostisce la carne, la donna la cucina),il potere economico e per affermare la responsabilità genitoriale nelle aule di tribunale, in caso di contesa sull’affidamento dei figli di coppie in cui uno è vegano e l’altro no. L’autore è stato sceneggiatore e scrittore e dopo aver fatto un PHD sul cibo ad Edimburgo, su come i media in Gran Bretagna ed in Italia influenzano il nostro modo di mangiare, ha iniziato ad interessarsi all’alimento più controverso  da sempre: la carne, poiché come si dice nel libro, parlare di carne non è come parlare di broccoli o piselli. Parlare di carne significa anche evidenziare, dice Buscemi, il ruolo che ha giocato, e gioca, nascondere dalla vista l’animale in quanto tale, tanto che oggi le macellerie non offrono più spettacoli di animali interi appesi ai ganci ma quello di pezzi già tagliati e pronti per l’acquisto o addirittura già impacchettati pronti per essere messi nel carrello del supermercato. Le parti dell’animale che rimandano all’animale stesso come testa, occhi, lingua, piedi, zoccoli non vengono più esibite ed i macelli sono stati spostati in luoghi lontani dai centri abitati, quando fino a qualche decennio fa i macelli si trovavano in centro città.  A Messina, mia città natale, il macello era a fianco della facoltà di medicina veterinaria e nessuno ci faceva caso, compresa io che per anni non ci ho mai fatto caso, fino ad un giorno in cui, non so cosa sia successo nella mia mente, sono riuscita ad accorgermi che quelle che stavo sentendo erano urla di maiali che stavano andando a morire. Da quel momento non ho più toccato alcun pezzo di animale mortoIl libro spiega benissimo che questa rimozione visiva è dovuta all’aumento della sensibilità delle persone verso le sorti degli animali. Nascondere l’animale significa renderlo invisibile e diminuire le probabilità che le persone facciano il collegamento tra ciò che mangiano e chi era prima.  

Mangiare carne ha tante valenze, la prima fra tutte riguarda l’idea di potere imporre la cultura sulla natura : ”a cominciare dall’era napoleonica gli esseri umani hanno  adottato l’approccio industriale alla produzione di carne. Ma crescere animali soltanto per ucciderli e tenerli in un paio di metri quadri per la loro intera vita, nutrendo erbivori con carne e imbottendoli di steroidi e altre sostanze “innaturali” per trasformare le loro vite in cibo industrializzato significa rubare alla natura, che è la stessa cosa che è stata fatta con il petrolio e con il carbone. Gli esseri umani non hanno prestato attenzione alle conseguenze di questo comportamento, che significa inquinamento, insicurezza alimentare e problemi etici ed allo stesso modo per ciò che è accaduto con le energie da fonti fossili soltanto quando gli esseri umani hanno capito che sarebbe stato impossibile continuare su questo sentiero hanno cercato altre strade”.

La strada che è stata scelta per ovviare ai problemi derivanti dall’allevamento di animali, di cui ho già parlato in questo blog, è la carne sintetica. Buscemi mi ha detto, quando ci siamo sentiti al telefono per parlare del libro, che l’idea della  carne sintetica è nata, secondo il trend che lui ha studiato, e che descrive nel libro, non tanto perché l’essere umano si renda conto di quelli che sono i disastri ambientali che dall’allevamento derivano ma che, piuttosto, un ruolo centrale ha giocato l’ascesa del veganismo e di una nuova consapevolezza. Sostanzialmente è stato intercettato un trend in crescita, che lui definisce “unstoppable” cioè che

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