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Sii la voce dei senza voce - - - Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo - - - Il mondo cambia con il tuo esempio non con la tua opinione -

Corso istruttori di Yoga

Quest'anno ho deciso di iniziare il percorso triennale che mi porterà a diventare istruttrice di Yoga. Devo dire che è un percorso abbastanza impegnativo e che mette in moto corpo ed anima all'unisono. Ogni movimento che non riesco a fare mi fa capire i limiti del mio corpo ma anche l'importanza della costanza ed il valore della pazienza. Molti esercizi, anche solo stare seduti sui talloni, mi fanno provare un dolore intenso.

Certamente lo yoga è un percorso di vita prima che professionale ed io lo sto accogliendo con grande entusiasmo anche grazie all'ambiente che ho trovato al corso ed alla grande professionalità della nostra maestra Raffaella Bellen che sa trasmettere il suo sapere con passione ed entusiasmo.

Invece di prendere antidepressivi, fate yoga, è un antidepressivo naturale, fantastico!

Corso istruttori di Yoga

 

 

Qualcosa su di me e perchè questo blog

Paola Sobbrio BiografiaCirca 25 anni fa sono diventata vegetariana e cinque anni fa ho fatto il salto  quantico e sono “finalmente” riuscita a diventare veganaLa mia esperienza personale mi ha convinto che sebbene la nostra vocina interiore, quando siamo così saggi da volerla sentire,  ci porti verso scelte orientate al rispetto degli altri, e quando dico altri intendo tutti gli esseri viventi, il mondo materiale che ci circonda, fatto di usi, consuetudini, pregiudizi, credenze, attaccamento, convinzione di essere nel giusto, sentirsi superiori agli altri, etc, non ci fa percorrere la strada che la vocina interiore ci indica. 

 Sono diventata vegetariana il giorno in cui le mie orecchie sono state pronte a sentire le urla dei maiali provenienti da un mattatoio. Queste urla fino a quel giorno non le sentivo sebbene le ascoltassi tutti i giorni. Portavo, infatti, uno dei miei cani a fare tutti i giorni una terapia in una clinica veterinaria che si trovava accanto al macello. Ho portato il cane li per giorni e giorni e tutti i giorni c’erano i maiali che urlavano sentendo l’odore della morte.

Chiunque conosca i maiali sa che sono animali molto intelligenti e che hanno una percezione esatta di ciò che gli sta accadendo intorno. Ebbene, io non ho sentito in tutti quei giorni quelle urla, le sentivo sì ma come un fastidio non come una richiesta di aiuto, non come un grido di dolore. Eppure io mi ritenevo animalista, ero iscritta alla Lav  da quando avevo 15 anni, non ho mai fatto del male ad una mosca, sono sempre stata contraria alla sperimentazione animale, ho sempre adorato gli animali e quando  i bambini piccoli tagliavano le code alle lucertole provavo orrore, insomma partivo avvantaggiata in quanto a sensibilità. Eppure quelle grida non le sentivo come grida di dolore ma solo come fastidio.

Il giorno in cui le ho sentite prima col cuore e poi con  le orecchie in quel giorno ho smesso di mangiare carne. Questa esperienza forte ha determinato tutta la mia vita. Ho smesso di mangiare carne a 19 anni, ma ho messo qualche anno in più per smettere di mangiare pesce, in fondo, mi dicevo, io non mangio carne perché trovo che i mattatoi siano non-luoghi dove gli animali smettono di soffrire perché la gran parte della loro peggiore sofferenza è nell’allevamento intensivo. Per cui giustificavo il  mangiare pesce con la cantilena che il pesce finché non viene pescato è libero. Una giustificazione che mi davo per poter continuare a mangiare pesce che per una siciliana è quasi obbligatorio.

Poi ho iniziato a non mangiare più i pesci grandi giustificando il fatto che i pesci piccoli nella catena alimentare vengono mangiati dai pesci grandi e che i pesci grandi tutt’al più possono venire mangiati dai pesci ancora più grandi e che quindi hanno meno competitori, insomma mi raccontavo delle balle colossali per giustificare le mie scelte alimentari e per non rinunciare a mangiare il pesce che mi piaceva tantissimo soprattutto il tonno, il pescespada, per non parlare dell’aragosta che da quando avevo cinque anni era il mio cibo preferito. Il primo animale marino che non ho mangiato è stato il polpo dopo aver fatto un immersione e aver visto la precisione ingegneristica con cui chiude la sua tana. In quel momento ho pensato che mangiare un essere così intelligente sarebbe stato da cretini.

Paola Sobbrio Biografia2Insomma il mio percorso per disintossicarmi dalle abitudini è stato lungo e tortuoso, la mia vocina interiore mi diceva che le giustificazioni che mi davo erano veramente stupide, ma il mio Ego ed il mio Io razionale trovavano in queste giustificazioni un certo non so che di liberatorio.

Pure quando continuavo a mangiare pesce e a non mangiare carne mi sentivo superiore come qualcuno che aveva  fatto una scelta controcorrente che la società doveva applaudire.

Invece, potete ben capire che 25 anni fa entrare in un ristorante e dire io sono vegetariana, si perché pur se continuavo a mangiare pesce io mi definivo vegetariana, era un delirio.

 

Nel migliore dei casi mi chiedevano cosa volesse dire, nel peggiore dei casi mi dicevano qui non c’è nulla che lei possa mangiare.

In 25 anni ho fatto dei passi da gigante, ma anche la società li ha fatti. Oggi dire ad un ristoratore sono vegetariana è una cosa totalmente normale mentre ancora non lo è dire sono vegana.  C’è ancora chi mi dice qui non c’è niente che lei possa mangiare oppure mi propone le verdure grigliate che ho imparato a odiare perché ogni volta che devo mangiare fuori è l’unica cosa che mi propongono come secondo piatto nei ristoranti.

Tuttavia, oggi come oggi, è molto più facile, direi quasi all’ordine del giorno, trovare menù dove ci sono piatti vegetariani e stanno crescendo tantissimo i ristoranti vegani pur costituendo ancora una nicchia nella società.

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Sicilia vegan

Sicilia veganIn questa sezione recensirò, preferibilmente, i locali (ristoranti, pasticcerie, panifici etc) dove si mangia esclusivamente vegano  oppure dove si può anche mangiare vegano di qualità ( ossia non recensirò nessun ristorante dove se dico sono vegana ti dicono non c'è problema 2 verdure grigliate vanno bene? poichè quelli, se mi capiterà di andarci, sarà meglio che mi propongano altro e non le verdurine grigliatecool), alberghi, strutture ricettive pet friendly improntate ad un tipo di accoglienza cruelty free e ambientalmente sostenibile, nonchè tutte le aziende che producono prodotti vegani di qualsiasi tipo essi siano ( scarpe, abbigliamento, cosmetici, etc..). Ovviamente tutto ciò dovrà trovarsi in Sicilia , perchè io da siciliana innamorata della mia terra sono convinta che la Sicilia sia la terra del cambiamento, delle tradizioni culinarie che si sposano benissimo con la cucina vegana, un terreno fertile per idee innovative poichè nonostante l'apparente lentezza che ci contraddistingue abbiamo una mente che firria ( cioè cammina velocemente)laughing.

Essendo io vegana per scelta etica ma anche salutistica apprezzerò chi voglia segnalarmi posti dove cucinano cibo vegano e salutare.

Questo blog darà anche risalto ad ogni evento od iniziativa culturale organizzati in Sicilia dove venga promossa un'alimentazione vegana, sana ed a km0.

 

 

Spiritualità

SpiritualitàNel mio percorso di vita, in cui ho fatto tante cose, veramente tante,  mi sono avvicinata al buddismo ed alla pratica yoga perché credo fermamente che l’unica via per attutire i danni prodotti da questa società siano la nonviolenza e la pratica del no Ego. La violenza in senso lato è difatti proprio causata da un’affermazione forte del proprio Ego inteso nel senso peggiore del termine.

Nel mondo, ed ancor di più nell’universo, ognuno di noi è meno di un granello di sabbia, più piccolo di una formica, anche se ognuno di noi può fare la differenza e può essere un esempio di cambiamento interiore. Chiunque sia cambiato interiormente sa quanto questo cambiamento abbia influito sulla sua vita, sulle sue scelte, sull’ importanza da dare alle cose.

È importante ad esempio arrabbiarsi perché gli altri non la pensano come noi oppure è più importante concentrarsi su se stessi e sul proprio cammino di vita?

 

Bisogna attaccarsi alle cose ed alle persone oppure lasciarle andare?  Bisogna guardare la pagliuzza nell’occhio altrui o la trave nel proprio occhio?

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