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Seminario all'Università Cattolica del Sacro Cuore sede di Piacenza

Cosa intende la legislazione di derivazione comunitaria quando afferma che essa tutela, garantisce e promuove il benessere animale in allevamento, durante il trasporto ed al momento della macellazione e come viene affrontato a livello scientifico il benessere degli animali da produzione alimentare e come si concilia l’aspetto economico con le valutazioni etiche e quelle scientifiche?

Di questo e del rapporto tra scienza e diritto parlerò nel seminario che terrò giorno 12 Novembre alle 10 e 30 all'Università Cattolica del Sacro Cuore sede di Piacenza

Le nostre scelte quotidiane sono di Esempio per gli altri( intervista per Veg Sicilia)

E'stata pubblicata su VEg Sicilia una mia intervista sul mio lavoro e l'attività di divulgazione che porto avanti da tanti anni 

Siciliana di Messina, residente a Marsala, è stata nominata, l’anno scorso, Fellow dell’Oxford Centre for Animal Ethics“Un centro molto importante – scrive nella pagina di presentazione del suo “Paola Sobbrio Blog” – a livello internazionale che si occupa di mettere insieme i ricercatori, di tutto il mondo, con un’esperienza di ricerca e pubblicazione che fanno parte di Università o che, come me, fanno ricerca in modo indipendente e che abbiano un solido curriculum di pubblicazioni sugli animali non umani”.

Paola Sobbrio è laureata in Giurisprudenza ed abilitata all’esercizio professionale forense, ha conseguito un dottorato di ricerca in Normative dei paesi della CEE relative al benessere e alla protezione animale con una tesi sugli aspetti etici e giuridici degli xenotrapianti (i trapianti di organo animale-uomo). Ha partecipato, successivamente, al progetto europeo Xenome commissionato dalla Commissione Europea nell’ambito del Sesto Programma Quadro di ricerca.

Paola Sobbrio, quanto bene stanno i nostri “amici” dopo che le leggi dello Stato si sono leggermente evolute?

“Le normative sono principalmente rivolte a tutelare cani e gatti come animali da compagnia. Gli altri animali vengono solo apparentemente tutelati dalle normative definite sul “benessere” e la protezione animale.

Questo tema lo abbiamo affrontato io e Michela Pettorali, medico veterinario, in un libro pubblicato l’anno scorso. Il libro non è rivolto solo agli attivisti.

Lo scopo del libro è, infatti, fare una corretta informazione nei confronti di chiunque lo legga. Nel libro, ad esempio, viene evidenziata la vita sociale dei maiali e, di contro, le normative che se ne occupano gli riservano un trattamento terribile e cito un animale che ha in maniera comprovata un’intelligenza superiore alla media. Sono, infatti,  davvero pochi i casi in cui si arriva al processo per tutelare gli animali non da compagnia”.

Continua il dibattito, è la società che influenza il diritto o al contrario?
“E’ la società che influenza il diritto secondo me, soprattutto riguardo la tutela degli animali non umani. Prova ne è l’attuale legislazione a tutela degli animali da compagnia, mi riferisco in particolare alle norme che puniscono il maltrattamento, l’abbandono ed i combattimenti clandestini, che ha visto un miglioramento significativo in seguito ad istanze provenienti dalla società.”

In Sicilia qual è il quadro di sostenibilità e di etica a sostegno degli animali.

“Non siamo molto indietro in questo senso. Oggi come oggi, ci sono molte persone di età adulta che comunque comprendono la scelta; magari non la realizzano fattivamente, ma la comprendono. Sono stati compiuti passi in avanti, in questo senso. 
Cito il mio esempio quotidiano: ho una figlia di 21 anni, i suoi coetanei si pongono il problema e cercano di documentarsi. Qualcuno prova anche a diventare vegetariano e magari riesce. Tuttavia, devono partire da una considerazione: non deve essere una moda e non si potrà mai portare avanti un discorso ad intermittenza”.

Quello della coerenza nei confronti della società animale e degli umani deve abbracciare pure l’ambiente?

“La “scelta vegana” non coinvolge solo gli animali, ma molti altri aspetti. Io devo prendere in considerazione ogni particolare: rispettare l’ambiente sempre, quando compro al supermercato o quando vado fuori a mangiare con amici. Bisogna scegliere a 360 gradi, rispettando ad esempio gli altri esseri umani, o comprando dal contadino a km0. Invece mi è capitato di notare che ci sono, spesso, eccezioni e contraddizioni. Serve una motivazione reale ed importante per essere vegani ed essere d’esempio a prescindere dalle scelte che fanno gli altri”.

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La carne in laboratorio

"Nella maggioranza dei film di fantascienza, i cibi del futuro sono intrugli di proteine o pillole colorate che garantiscono gli elementi nutritivi essenziali, oppure cibi tradizionali ma di origine sintetica, come i noodle dei chioschi che affollano le strade della decadente Los Angeles di Blade Runner. Lì, su una Terra esausta, spremuta dall’ingordigia umana, gli animali sono un privilegio per pochi eletti. Le persone comuni devono accontentarsi di repliche artificiali, sia per compagnia sia –  e soprattutto – a tavola.

Nella nostra realtà la carne rappresenta l’ossessione alimentare di gran lunga più agognata, che affonda le sue radici nella realtà di una filiera costosa, eticamente controversa e ambientalmente onerosa, motivo per cui, da almeno mezzo secolo, i ricercatori stanno esplorando la possibilità di creare bistecche e petti di pollo in provetta. Stando a quanto dichiarato da un numero crescente di aziende biotech, il traguardo sembra ormai prossimo: entro il 2020, o al più tardi nel 2021, i primi hamburger coltivati in laboratorio potrebbero sbarcare nella grande distribuzione."

Inizia così l'articolo che David Michielin ha scritto per il tascabile di Treccani a cui ho, in parte contribuito anch'io facendo delle riflessioni sul perchè la carne di laboratorio o le alternative vegetali come quelle di Beyond meat s'imporranno sul mercato.

Un articolo completo e molto interessante che, finalmente, tratta il tema della carne sintetica a 360°.

Per leggere tutto l'articolo potete andare qui

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